Precipita da un ponteggio, risarcimento milionario: infortunio sul lavoro

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Due condanne per l’operaio precipitato a Carona: indennizzo milionario

Due anni fa Eugenio Conti, 55 anni di Valbondione, moriva cadendo da un ponteggio a Carona: ieri per quel fatto, accusati di omicidio colposo, sono stati condannati con rito abbreviato i due legali rappresentanti della ditta per cui l’operaio lavorava, la EdilVal Costruzioni Srl di Valbondione. Il giudice dell’udienza preliminare li ha condannati ciascuno a un anno di reclusione, concedendo il beneficio della sospensione condizionale della pena: si tratta di E. V. R., 39 anni, e l. B., 45 anni, entrambi di Valbondione e assistiti dall’avvocato Michele Olivati.

I familiari della vittima non sono invece comparsi ieri all’udienza; costituiti parti civili, erano già stati risarciti dall’assicurazione della ditta grazie all’intervento della società Giesse (Gestione Sinistri). In tutto un milione e 300 mila euro di risarcimento, ripartiti tra le tre figlie di Eugenio Conti, la moglie, la madre, i quattro fratelli e una nipote. La tragedia risale al l settembre del 2011: in quel periodo Eugenio Conti lavorava per la EdilVal alla casa dei custodi della diga dell’Enel di Fregabolgia, a Carona, in una località difficile da raggiungere.

Il giorno dell’incidente stava portando sul posto dei materiali necessari all’esecuzione dei lavori: nei giorni precedenti erano stati allestiti i ponteggi per sistemare il tetto della casa e della facciata. Conti è caduto proprio dal ponteggio, precipitando a terra da alcuni metri di altezza: nessuno aveva assistito all’incidente, i colleghi lo avevano trovato a terra privo di sensi. Subito era stato dato l’allarme al ll8, che vista la posizione aveva inviato l’elicottero: casa e diga infatti sono a quota 1.900 metri, a sette chilometri da Carona e a mezz’ora dal rifugio Calvi, in un punto raggiungibile solo a mezzo jeep.

L’operaio, portato d’urgenza in stato di coma all’ospedale, è spirato due giorni dopo. Gli accertamenti dei tecnici dell’Asl avevano individuato alcuni violazioni nel rispetto delle norme sulla sicurezza, e i due titolari della ditta era stati indagati a piede libero per omicidio colposo: in udienza preliminare entrambi, respingendo la contestazione, avevano chiesto di essere giudicati con rito abbreviato. Tra l’altro nell’immediatezza si era anche parlato di una caduta dovuta forse a un malore.

Di fatto nel corso del rito (da celebrare allo stato degli atti) erano stati risentiti alcuni testimoni e il gup aveva anche disposto una perizia per accertare la dinamica dei fatti. Proprio nelle more delle udienze era arrivato per i familiari il risarcimento, e gli accertamenti tecnici in sostanza, avevano confermato la caduta dal ponteggio a causa del mancato rispetto di alcune norme. Ieri la sentenza di condanna.