«Ragazzi, un attimo può costarvi la vita Come a nostro figlio»
Appello ai giovani dei genitori di Diego Zago morto a 16 anni. L’investitore ventenne patteggia due anni e tre mesi
Ha patteggiato 2 anni e 3 mesi di reclusione, con pena sospesa e revoca della patente di guida, E.I., il ventenne che il 13 aprile dell’anno scorso aveva travolto e ucciso Diego Zago, 16 anni, in un tragico schianto frontale tra auto e scooter in via Donegal a Cessalto.
L’INCIDENTE. L’udienza si è tenuta davanti al giudice Bruno Casciarri del tribunale di Treviso. Erano da poco passate le 22 e Diego stava rientrando in sella al suo scooter dalla messa del giovedì santo, durante la quale aveva fatto da chierichetto. Mancavano solo poche centinaia di metri e avrebbe svoltato, come d’abitudine, nel vialetto di casa, in via Donegal.
Nell’affrontare una lunga curva verso destra, invece, si è trovato davanti all’improvviso una Fiat Punto proveniente dal senso di marcia opposto, che invadeva la propria corsia. Alla guida c’era E.I., suo conoscente, che poco dopo, ai carabinieri accorsi sul posto, aveva riferito di aver tagliato la curva: per addolcirla un po’, dato che non aveva visto nessuno sopraggiungere nel senso di marcia opposto.
I SOCCORSI. Così Diego, trovandosi all’improvviso con quei fari e l’auto davanti, nulla ha potuto. Nello schianto, tremendo, è stato scagliato su cofano e parabrezza dell’auto, finendo poi riverso sull’asfalto. Il primo a soccorrerlo era stato il suo stesso investitore, che aveva fermato l’auto e lanciato l’allarme al 118. In attesa dell’arrivo dei soccorsi erano intervenuti anche due passanti, uno dei quali aveva provato a lungo a rianimare il corpo ormai già esanime di Diego.
Dopo ulteriori tentativi svolti anche dai sanitari, non si è potuto purtroppo che constatarne la morte, causata dai gravissimi traumi subiti. «Il dolore per la mancanza di Diego ci accompagnerà per sempre, ogni giorno della nostra vita», hanno detto i familiari di Diego Zago che sono assistiti da Giesse Risarcimento Danni, gruppo specializzato nel risarcimento di incidenti stradali mortali con sede a Castelfranco, «vorremmo lanciare un appello ai tanti giovani che, purtroppo, ancora oggi si mettono alla guida incoscienti delle terribili conseguenze che possono avere le proprie azioni: vorremmo che questa tragedia potesse servire loro da esempio, da monito, affinché anche soltanto un’altra, simile, se ne possa evitare!
Quel che è accaduto a Diego dimostra, una volta di più, che è sufficiente un’unica distrazione, un solo attimo di azzardo a togliere una vita e sconvolgere per sempre quelle di tante persone».
Leggi l’articolo sul sito de La Tribuna di TrevisoTravolse e uccise l’amico in scooter. Davanti al gup patteggia due anni
Sbandando in curva ha travolto e ucciso l’amico Diego Zago di appena 16 anni. Per questo Elia, 20 anni, ha patteggiato una pena di 2 anni e 3 mesi di reclusione, con sospensione condizionale e revoca della patente di guida per omicidio stradale.
Si è chiuso così, con il processo davanti al gup Bruno Casciarri, il dramma che ha sconvolto l’intera comunità di Cessalto e che si era consumato la sera del 13 aprile 2017. Diego ed Elia erano cresciuti insieme all’ombra della parrocchia del paese, chierichetti in chiesa e impegnati nelle attività dell’oratorio.
Diego era in sella al suo scooter e tornava dalla chiesa dove aveva «Servito messa» durante i riti pasquali del Giovedì Santo. Elia al volante della sua Fiat Punto, andava invece verso il centro del paese dove lo aspettavano gli amici. Lo schianto nella curva di via Donegal, a pochi metri da casa di Diego.
Elia stesso, come sottolinea Giesse Risarcimento Danni, gruppo specializzato nel risarcimento di incidenti stradali che assiste la famiglia del 16enne, avrebbe riferito di aver: «Tagliato un po’ la curva, per addolcirla perché non aveva visto nessuno arrivare in senso opposto». Per Diego non c’era stato scampo, era stato sbalzato sul cofano e sul parabrezza della Punto e da lì sull’asfalto, esanime.
Elia ha dato subito l’allarme, ma per il 16enne non c’è stato nulla da fare. «Il dolore per la mancanza di Diego ci accompagnerà per sempre, ogni giorno della nostra vita – commentano i familiari, dopo la sentenza -.
Vorremmo lanciare un appello ai tanti giovani che, purtroppo, ancora oggi si mettono alla guida incoscienti delle terribili conseguenze che possono avere le proprie azioni. Quel che è accaduto a Diego dimostra, una volta di più, che è sufficiente un’unica distrazione per togliere una vita e sconvolgere per sempre quelle di tante persone».